2011 anno internazionale della chimica
Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it
Nel parlare comune troppo spesso "chimica" è parolaccia e viene associata a cose sgradevoli: l'inquinamento chimico, gli additivi chimici, la diossina di Seveso, eccetera. Quasi contrapposta a qualcosa di virtuoso che sarebbe "naturale", come gli alimenti naturali (o "biologici"), l'acqua in bottiglia naturale, eccetera.
L'equivoco e la confusione nascono, a mio modesto parere, da vari fattori. Il primo ha le sue radici nella scuola dove la chimica come disciplina è relegata ad un ruolo secondario ed è spesso insegnata male, senza amore, come dimostra il ricordo angoscioso --- il ricordo delle "formule", spesso incomprensibili --- rimasto a coloro che hanno dovuto subirla per un anno in qualche scuola superiore. Capita così di leggere articoli, scritti da giornalisti certamente bravissimi, che il loro direttore licenzierebbe se non sapessero scrivere correttamente il nome di Freud o di Heidegger, i quali con assoluta sicumera parlano di celle fotovoltaiche al silicone (o di seni artificiali al silicio); o che parlano di una imposta sul carbone quando invece tale imposta è proporzionale al contenuto di carbonio presente nei vari combustibili fossili: petrolio, gas naturale e anche carbone, naturalmente: eccetera.
venerdì 17 settembre 2010
sabato 11 settembre 2010
la battaglia delle cinque panchine
La battaglia delle cinque panchine. Prima puntata, martedì 10 agosto 2010.
Nella città di Roma, nel quarto municipio, nel quartiere denominato “Talenti”, all’angolo fra le vie Renato Fucini e Corrado Alvaro, davanti alla chiesa di San Mattia, c’è un piccolo giardino pubblico in cui si trovano cinque panchine. E’ un gradevole giardinetto con un poco di ombra dove trovano rifugio persone anziani, disabili e le badanti nelle ore di libertà. C’erano una volta cinque panchine, le cui stecche di legno sono state gradualmente distrutte e rotte e adesso restano solo gli scheletri di metallo.
Come anziano, ho 84 anni, e abitante del quarto municipio sono molto disturbato dalla mancanza di panchine utilizzabili e, raccogliendo anche la voce di altri frequentatori del giardinetto, ho deciso di iniziare la battaglia per avere di nuovo le cinque panchine in ordine. Ho cominciato in maniera pacifica e nonviolenta segnalando l’inconveniente a due gentili signore vigili in divisa del IV municipio le quali mi hanno detto che lo avrebbero segnalato a chi di dovere, ma che comunque sarebbe stato meglio se avessi anche telefonato al Servizio Giardini del IV municipio in Via Monte Rocchetta 10/14.
Nella città di Roma, nel quarto municipio, nel quartiere denominato “Talenti”, all’angolo fra le vie Renato Fucini e Corrado Alvaro, davanti alla chiesa di San Mattia, c’è un piccolo giardino pubblico in cui si trovano cinque panchine. E’ un gradevole giardinetto con un poco di ombra dove trovano rifugio persone anziani, disabili e le badanti nelle ore di libertà. C’erano una volta cinque panchine, le cui stecche di legno sono state gradualmente distrutte e rotte e adesso restano solo gli scheletri di metallo.
Come anziano, ho 84 anni, e abitante del quarto municipio sono molto disturbato dalla mancanza di panchine utilizzabili e, raccogliendo anche la voce di altri frequentatori del giardinetto, ho deciso di iniziare la battaglia per avere di nuovo le cinque panchine in ordine. Ho cominciato in maniera pacifica e nonviolenta segnalando l’inconveniente a due gentili signore vigili in divisa del IV municipio le quali mi hanno detto che lo avrebbero segnalato a chi di dovere, ma che comunque sarebbe stato meglio se avessi anche telefonato al Servizio Giardini del IV municipio in Via Monte Rocchetta 10/14.
lunedì 23 agosto 2010
I nipotini del dottor Ure 2316b
CNS, 12, (44/4), ii (aprile 2002), Supplemento a Liberazione 6 aprile 2002
http://www.ecologiapolitica.it/liberazione/200204/articoli/saggio4.pdf
Il revisionismo, o negazionismo, è l'insieme di motivi, veri o falsi, con cui un gruppo cerca di negare i motivi per cui un altro gruppo rivendica riforme e diritti che disturbano il primo gruppo. Il disturbo può essere rappresentato dal fatto che le riforme fanno guadagnare meno soldi ai revisionisti, o ne mettono in dubbio principi consolidati, o il prestigio sociale.
http://www.ecologiapolitica.it/liberazione/200204/articoli/saggio4.pdf
Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it
Il revisionismo, o negazionismo, è l'insieme di motivi, veri o falsi, con cui un gruppo cerca di negare i motivi per cui un altro gruppo rivendica riforme e diritti che disturbano il primo gruppo. Il disturbo può essere rappresentato dal fatto che le riforme fanno guadagnare meno soldi ai revisionisti, o ne mettono in dubbio principi consolidati, o il prestigio sociale.
mercoledì 18 agosto 2010
Intoduzione a Righini-Nebbia "L'energia solare"
Introduzione di Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it, a: “Guglielmo Righini e Giorgio Nebbia, ‘L’energia solare e le sue applicazioni’”, nuova edizione a cura di Giorgio Nebbia, Zona Industriale Ancarano (TE), editrice Savine, 2010, p. 17-26
Mia moglie Gabriella, instancabile e gioiosa compagna di lavoro e di vita per 54 anni, morta nell'agosto 2009, sarebbe stata contenta di questa nuova edizione che avevamo visto nascere insieme.
Guardando indietro
Che senso ha resuscitare un libro scritto mezzo secolo fa ? Ogni libro ha un contenuto e una storia e questo riguarda una pagina dimenticata della storia della tecnica e della società contemporanea.
Alla fine della seconda guerra mondiale, nell’estate del 1945, il mondo era devastato dalle distruzioni, c’era voglia di ricostruire le case, di riprendere condizioni decenti di vita per un miliardo di persone nel mondo, nel Nord America, dall’Oceano Atlantico all’Oceano Pacifico, di riallacciare rapporti umani, e per questo occorreva energia. Il carbone era la fonte di energia dominante, seguita dal petrolio che era costoso e ancora difficile da ottenere e raffinare. Si sapeva che era possibile trarre energia dall’atomo; ne aveva parlato Enrico Fermi al suo arrivo negli Stati Uniti nel 1939, quando ancora non si sapeva se una “pila atomica” avrebbe funzionato; lo aveva dimostrato la bomba atomica ma era difficile prevedere se l’atomo avrebbe fornito le grandi quantità di energia attese nel mondo; l’iniziativa “Atomi per la pace” del presidente americano Eisenhower sarebbe venuta soltanto alla fine del 1953.
“Al servizio dell’Uomo”
Mia moglie Gabriella, instancabile e gioiosa compagna di lavoro e di vita per 54 anni, morta nell'agosto 2009, sarebbe stata contenta di questa nuova edizione che avevamo visto nascere insieme.
Guardando indietro
Che senso ha resuscitare un libro scritto mezzo secolo fa ? Ogni libro ha un contenuto e una storia e questo riguarda una pagina dimenticata della storia della tecnica e della società contemporanea.
Alla fine della seconda guerra mondiale, nell’estate del 1945, il mondo era devastato dalle distruzioni, c’era voglia di ricostruire le case, di riprendere condizioni decenti di vita per un miliardo di persone nel mondo, nel Nord America, dall’Oceano Atlantico all’Oceano Pacifico, di riallacciare rapporti umani, e per questo occorreva energia. Il carbone era la fonte di energia dominante, seguita dal petrolio che era costoso e ancora difficile da ottenere e raffinare. Si sapeva che era possibile trarre energia dall’atomo; ne aveva parlato Enrico Fermi al suo arrivo negli Stati Uniti nel 1939, quando ancora non si sapeva se una “pila atomica” avrebbe funzionato; lo aveva dimostrato la bomba atomica ma era difficile prevedere se l’atomo avrebbe fornito le grandi quantità di energia attese nel mondo; l’iniziativa “Atomi per la pace” del presidente americano Eisenhower sarebbe venuta soltanto alla fine del 1953.
martedì 29 giugno 2010
Quanta energia solare ?
La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), martedì 29 giugno 2010
Il campo delle energie rinnovabili, tutte derivate dal Sole, sta vivendo un periodo turbolento. Da alcuni anni finalmente ci si sta rivolgendo al calore e alla radiazione solare e alla forza del vento per ottenere energia, soprattutto energia elettrica, in forma meno inquinante e utilizzando forze che ritornano disponibili continuamente, rinnovabili, legate ai grandi cicli della natura. Il loro successo è stato finora in gran parte possibile grazie a consistenti contributi pubblici che hanno coperto la differenza fra il costo di produzione dell’elettricità, maggiore nel caso del Sole e del vento, rispetto al costo di produzione nelle centrali termoelettriche alimentate con fonti fossili, e al “prezzo unitario nazionale” dell’elettricità che si aggira intorno a circa 6 centesimi di euro al chilowattora (anche se a casa nostra la paghiamo oltre il doppio).
Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it
Il campo delle energie rinnovabili, tutte derivate dal Sole, sta vivendo un periodo turbolento. Da alcuni anni finalmente ci si sta rivolgendo al calore e alla radiazione solare e alla forza del vento per ottenere energia, soprattutto energia elettrica, in forma meno inquinante e utilizzando forze che ritornano disponibili continuamente, rinnovabili, legate ai grandi cicli della natura. Il loro successo è stato finora in gran parte possibile grazie a consistenti contributi pubblici che hanno coperto la differenza fra il costo di produzione dell’elettricità, maggiore nel caso del Sole e del vento, rispetto al costo di produzione nelle centrali termoelettriche alimentate con fonti fossili, e al “prezzo unitario nazionale” dell’elettricità che si aggira intorno a circa 6 centesimi di euro al chilowattora (anche se a casa nostra la paghiamo oltre il doppio).
mercoledì 2 giugno 2010
La nascita dell'industria chimica in Italia
2011 Anno Internazionale della Chimica
l'Unità, 26 agosto 1987
anche in: G. Nebbia, "Ambientiamoci. Racconti di ecologia", Milano, StampaAlternativa, 2011, p. 140-145
L'industria chimica italiana è nata alla fine dell'anno 1800 a Milano, in pieno centro, più o meno all'angolo fra Via Carducci e la strada che unisce via Carducci con Corso Magenta. L'interessante storia è stata raccontata molti anni fa da Valerio Broglia, professore di chimica e storico appassionato, purtroppo scomparso, in due articoli dimenticati e merita di essere dissepolta dall'oblio.
l'Unità, 26 agosto 1987
anche in: G. Nebbia, "Ambientiamoci. Racconti di ecologia", Milano, StampaAlternativa, 2011, p. 140-145
La ditta Bossi
Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it
L'industria chimica italiana è nata alla fine dell'anno 1800 a Milano, in pieno centro, più o meno all'angolo fra Via Carducci e la strada che unisce via Carducci con Corso Magenta. L'interessante storia è stata raccontata molti anni fa da Valerio Broglia, professore di chimica e storico appassionato, purtroppo scomparso, in due articoli dimenticati e merita di essere dissepolta dall'oblio.
venerdì 28 maggio 2010
Una visione cristiana dell'ecologia
Giorgio Nebbia, "Toward a Christian view of ecology", September 1972, leggere qui
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