http://www.controlacrisi.org/notizia/Ambiente/2012/7/6/24266-ambiente-che-cosa-produrre/
Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it
“Lavoro” è parola magica, ripetuta da tutti: si esce dalla crisi se aumenta l’occupazione non tanto per amore del lavoro o dei lavoratori ma perché solo così i lavoratori, cioè praticamente la totalità dei cittadini di un paese, possono guadagnare del denaro che possono spendere per comprare merci e servizi prodotti da altro lavoro. Il fine del lavoro è infatti produrre merci e servizi. Cioè, sostanzialmente, merci, perché anche i servizi sono resi possibili da qualche ”cosa” prodotta, venduta o acquistata per denaro. Il principale servizio, la vita quotidiana, è reso possibile perché qualcuno produce, col proprio lavoro, ferro, alluminio, bevande, patate, carne, plastica, carrelli della spesa, e trasporta, carica e scarica verdura e maiali. Il servizio mobilità, la possibilità di andare al lavoro o in vacanza, è assicurato da quei tanti chili di acciaio, plastica, gomma, alluminio, eccetera che si chiama automobile che si muove soltanto se viene alimentata con tanti chili di un prodotto della raffinazione del petrolio. Il servizio illusione è reso possibile dalla raffinata rete telematica che alimenta le sale giochi, le macchine da poker e dalle persone che raccolgono o convogliano scommesse. Tutto lavoro. A rigore, anche i servizi evasione e prostituzione sono resi possibili dal lavoro di chi produce e vende stupefacenti, o accompagna le ragazze al posto “di lavoro” sulla strada. Ciascuna società scoraggia alcuni lavori perché producono merci e servizi eticamente sconsigliabili e ne incoraggia altri.