Quale Stato, 10, (2/2005), 113-122 (Aprile-giugno 2005)
http://www.unimondo.org/Notizie/Se-dipendesse-da-me-di-Giorgio-Nebbia
L'acqua è un bene collettivo; anzi è un bene pubblico; o meglio è un bene comune; l'acqua non è una merce; anzi l'acqua non è neanche un bene economico. L'ha scritto Adamo Smith nel IV capitolo del I libro delle "Ricerche sopra la natura e le cause delle ricchezze delle nazioni" (1776): "Nulla è più utile dell'acqua, ma difficilmente essa serve ad acquistare qualche cosa, perché nulla o quasi si può ottenere in cambio dell'acqua". Ha detto sostanzialmente le stesse cose David Ricardo nel II capitolo dei suoi "Principi dell'economia politica" (1817): "In base ai principi comuni della domanda e dell'offerta nulla può essere dato per l'uso dell'aria e dell'acqua o di quale si sia altro dono della natura, di cui esiste una quantità illimitata. Il fabbricante di birra, il distillatore, il tintore, per la produzione delle loro merci fanno uso incessante d'aria e d'acqua, ma queste non hanno prezzo perché illimitata ne è la provvista".
lunedì 29 agosto 2011
venerdì 19 agosto 2011
Crescita di che cosa ?
La Gazzetta del Mezzogiorno, mercoledì 8 agosto 2011
Due vite parallele a migliaia di chilometri di distanza. Un ingegnere nordamericano, Jay Forrester (nato nel 1918), specializzato nella progettazione dei calcolatori elettronici, docente nel prestigioso Massachusetts Institute of Technology, stava utilizzando, già negli anni cinquanta, i calcolatori per risolvere dei problemi di previsione. Per esempio come cresce la produzione industriale in seguito alla crescita o alla diminuzione dei soldi disponibili; come la mobilità in una città è influenzata dalla crescita del numero degli abitanti, delle automobili o dei mezzi di trasporto pubblico. Forrester aveva chiamato “dinamica dei sistemi” lo studio dei rapporti fra fenomeni il cui cambiamento può essere previsto mediante equazioni matematiche differenziali. Per inciso, equazioni simili erano già state usate trent’anni prima, per descrivere come aumentano le popolazioni animali, dagli studiosi di ecologia, un esempio della unità dei fenomeni dell’economia e dell’ecologia. Forrester aveva pubblicato libri di grande successo come “Industrial dynamics” (1961) e “Urban dynamics” (1969).
Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it
Due vite parallele a migliaia di chilometri di distanza. Un ingegnere nordamericano, Jay Forrester (nato nel 1918), specializzato nella progettazione dei calcolatori elettronici, docente nel prestigioso Massachusetts Institute of Technology, stava utilizzando, già negli anni cinquanta, i calcolatori per risolvere dei problemi di previsione. Per esempio come cresce la produzione industriale in seguito alla crescita o alla diminuzione dei soldi disponibili; come la mobilità in una città è influenzata dalla crescita del numero degli abitanti, delle automobili o dei mezzi di trasporto pubblico. Forrester aveva chiamato “dinamica dei sistemi” lo studio dei rapporti fra fenomeni il cui cambiamento può essere previsto mediante equazioni matematiche differenziali. Per inciso, equazioni simili erano già state usate trent’anni prima, per descrivere come aumentano le popolazioni animali, dagli studiosi di ecologia, un esempio della unità dei fenomeni dell’economia e dell’ecologia. Forrester aveva pubblicato libri di grande successo come “Industrial dynamics” (1961) e “Urban dynamics” (1969).
martedì 9 agosto 2011
Apologia dello scarabeo
Georgofili Info, 15 giugno 2011
http://www.georgofili.info/detail.aspx?id=466
Si parla tanto di raccolta differenziata, di riciclo dei rifiuti, e vengono proposte sempre nuove tecniche e si moltiplicano le imprese dedicate al trattamento dei 140 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, speciali e pericolosi che ogni anno si formano in Italia nei processi di produzione e di uso delle merci. Per la ineluttabile legge della conservazione della massa, ogni materia che entra nel ciclo delle merci, alla fine si deve ritrovare, pur modificata nella composizione chimica e fisica, da qualche parte, un po’ sotto forma di merce utile, un po’ sotto forma di “merci negative”, cioè di rifiuti: circa quattro chili di rifiuti per ogni chilo di merce venduta. Il ciclo delle merci “economiche” non è diverso da quello dei processi di trasformazione, “merceologici” anche loro, che si verificano in natura, con la differenza che tutte le materie che contribuiscono alla vita vegetale e poi animale, tornano, prima o poi, nella natura e vengono riutilizzate per generale altra vita. La natura opera, cioè per “cicli chiusi”, non conosce rifiuti e neanche la morte perché le spoglie vegetali e animali, dopo aver svolto la loro funzione, ridiventano fonti di vita.
http://www.georgofili.info/detail.aspx?id=466
Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it
Si parla tanto di raccolta differenziata, di riciclo dei rifiuti, e vengono proposte sempre nuove tecniche e si moltiplicano le imprese dedicate al trattamento dei 140 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, speciali e pericolosi che ogni anno si formano in Italia nei processi di produzione e di uso delle merci. Per la ineluttabile legge della conservazione della massa, ogni materia che entra nel ciclo delle merci, alla fine si deve ritrovare, pur modificata nella composizione chimica e fisica, da qualche parte, un po’ sotto forma di merce utile, un po’ sotto forma di “merci negative”, cioè di rifiuti: circa quattro chili di rifiuti per ogni chilo di merce venduta. Il ciclo delle merci “economiche” non è diverso da quello dei processi di trasformazione, “merceologici” anche loro, che si verificano in natura, con la differenza che tutte le materie che contribuiscono alla vita vegetale e poi animale, tornano, prima o poi, nella natura e vengono riutilizzate per generale altra vita. La natura opera, cioè per “cicli chiusi”, non conosce rifiuti e neanche la morte perché le spoglie vegetali e animali, dopo aver svolto la loro funzione, ridiventano fonti di vita.
lunedì 4 luglio 2011
Malattie dei ricchi, malattie dei poveri
La Gazzetta del Mezzogiorno, martedì 5 luglio 2011
Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it
Il medico islamico al-Asuli, vissuto a Bokhara nove secoli fa, aveva diviso la sua farmacologia in due parti: "Malattie dei ricchi" e "Malattie dei poveri". Lo ha dissepolto dall’oblio il premio Nobel pakistano Abdus Salam (1926-1997) in un articolo pubblicato nell’aprile 1963, all’alba dell’attenzione per l’ecologia, per ricordare che anche oggi i paesi ricchi e i paesi poveri sono entrambi affetti da malattie fisiologiche ed economiche che, passando da una parte all'altra, rendono malato il grande, unico corpo della comunità umana.
martedì 7 giugno 2011
Quattro SI
La Gazzetta del Mezzogiorno, martedì 7 giugno 2011
Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it
Settimana di referendum ecologici, questa; domenica e lunedì prossimi 12 e 13 giugno 2011, saremo chiamati ad esprimere il parere su alcune leggi di notevole importanza. Uno di questi, quello con la scheda “Grigia”, chiede ai cittadini se si vuole o no abrogare una legge che rende possibile l’installazione di centrali nucleari in Italia. Nel 2008 il governo ha deciso di costruire, con i francesi, quattro centrali nucleari di grande potenza e da allora ha emanato varie leggi che stabilivano i criteri di insediamento delle centrali, di scelta delle località in cui le centrali sarebbero state installate, ha stabilito la costituzione di una agenzia per la sicurezza nucleare.
Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it
Settimana di referendum ecologici, questa; domenica e lunedì prossimi 12 e 13 giugno 2011, saremo chiamati ad esprimere il parere su alcune leggi di notevole importanza. Uno di questi, quello con la scheda “Grigia”, chiede ai cittadini se si vuole o no abrogare una legge che rende possibile l’installazione di centrali nucleari in Italia. Nel 2008 il governo ha deciso di costruire, con i francesi, quattro centrali nucleari di grande potenza e da allora ha emanato varie leggi che stabilivano i criteri di insediamento delle centrali, di scelta delle località in cui le centrali sarebbero state installate, ha stabilito la costituzione di una agenzia per la sicurezza nucleare.
venerdì 27 maggio 2011
Plutonio
La Gazzetta del Mezzogiorno, martedì 5 aprile 2011
L’incidente al reattore nucleare di Fukushima (11 marzo 2011) ha portato alla ribalta un altro ingrediente dei reattori nucleari, il MOX, acronimo inglese per indicare gli “ossidi misti di uranio e plutonio”, usati al posto dell’uranio arricchito come “combustibile”. L’attenzione è stata così richiamata ancora una volta su questo elemento, il plutonio, più volte citato in passato, associato alle bombe atomiche. Il plutonio è stato scoperto in una breve straordinaria stagione della fisica. Negli Stati Uniti nell’Università della California era stato costruito un ciclotrone, un potente strumento capace di lanciare particelle nucleari elettricamente cariche contro i vari elementi; Fermi e i suoi collaboratori conducevano simili esprimenti usando i neutroni, particelle prive di carica elettrica, la via che avrebbe portato alla scoperta della fissione dell’uranio.
Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it
L’incidente al reattore nucleare di Fukushima (11 marzo 2011) ha portato alla ribalta un altro ingrediente dei reattori nucleari, il MOX, acronimo inglese per indicare gli “ossidi misti di uranio e plutonio”, usati al posto dell’uranio arricchito come “combustibile”. L’attenzione è stata così richiamata ancora una volta su questo elemento, il plutonio, più volte citato in passato, associato alle bombe atomiche. Il plutonio è stato scoperto in una breve straordinaria stagione della fisica. Negli Stati Uniti nell’Università della California era stato costruito un ciclotrone, un potente strumento capace di lanciare particelle nucleari elettricamente cariche contro i vari elementi; Fermi e i suoi collaboratori conducevano simili esprimenti usando i neutroni, particelle prive di carica elettrica, la via che avrebbe portato alla scoperta della fissione dell’uranio.
martedì 29 marzo 2011
La giornata dell'acqua
La Gazzetta del Mezzogiorno, martedì 29 marzo 2011
Acqua è una parola che ha occupato le cronache di queste settimane del marzo 2011. Il 22 marzo è stata celebrata la giornata mondiale dell’acqua; sabato 26 marzo ci sono state manifestazioni nazionali a sostegno del referendum, che si terrà il 12 giugno, contro la privatizzazione dell’acqua. Ho sostenuto, e voterò con convinzione “si” in questo referendum che propone l’abrogazione delle norme delle leggi 99 e 166 del 2009 (IV governo Berlusconi) che autorizzano, anzi impongono la partecipazione di capitali privati nelle operazioni di prelievo dalle fonti naturali (sorgenti, fiumi, acque sotterranee, per definizione pubbliche, della collettività, e gratuite) di circa 8 miliardi di metri cubi all’anno di acqua, di distribuzione dell’acqua nei milioni di rubinetti delle abitazioni italiane, di depurazione delle acque di fogne e di riscossione delle relative tariffe, un affare di oltre dieci miliardi di euro all’anno.
Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it
Acqua è una parola che ha occupato le cronache di queste settimane del marzo 2011. Il 22 marzo è stata celebrata la giornata mondiale dell’acqua; sabato 26 marzo ci sono state manifestazioni nazionali a sostegno del referendum, che si terrà il 12 giugno, contro la privatizzazione dell’acqua. Ho sostenuto, e voterò con convinzione “si” in questo referendum che propone l’abrogazione delle norme delle leggi 99 e 166 del 2009 (IV governo Berlusconi) che autorizzano, anzi impongono la partecipazione di capitali privati nelle operazioni di prelievo dalle fonti naturali (sorgenti, fiumi, acque sotterranee, per definizione pubbliche, della collettività, e gratuite) di circa 8 miliardi di metri cubi all’anno di acqua, di distribuzione dell’acqua nei milioni di rubinetti delle abitazioni italiane, di depurazione delle acque di fogne e di riscossione delle relative tariffe, un affare di oltre dieci miliardi di euro all’anno.
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